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I bambini e la montagna (parte II) PDF Stampa E-mail
venerdì 26 ottobre 2001
I bambini e la montagnaAlcuni medici, provenienti da diverse organizzazioni internazionali di montagna, sono riuniti per redigere un testo concordato sul tema del bambino in altitudine. Ve lo proponiamo riassunto a cura della Redazione.

 

 

A cura della Commissione medica dell'UIAA (Istruzione Ufficiale vol. 9)

Il neonato ed il lattante (da 0 a 2 anni)

Il neonato ed il lattantePortarsi in quota al di sotto dei 2.000 m. non comporta un rischio più grave del male di montagna acuto.

Ad altitudine superiore il rischio di MSIN (Morte Subitanea Inesplicabile del Lattante) può essere aumentata così come il rischio di MAM (Mal di Montagna subacuto infantile), che d'altro canto è più difficile da identificare a questa età.

Il più delle volte questi lattanti vengono condotti ad elevata altitudine per ragioni legate alla professione dei genitori.

Le salite in altitudine, se non giustificate, a questa età sono da evitarsi.

Se la professione dei genitori richiede un soggiorno prolungato in altitudine, occorre procedere per fasi successive. Evitare di intraprendere una salita con bimbi affetti da una malattia virale respiratoria intercorrente. Poiché il rischio di MSIN è parecchio superiore al di sopra dei 3.000 m, la prudenza impone di differire l'ascensione ad alta quota dopo il primo anno per i neonati, essendo necessario un soggiorno in altitudine per diverse settimane.

All'occorrenza il bambino deve essere correttamente acclimatato prima di venir esaminato da un cardiologo, onde scongiurare una possibile ipertensione polmonare od una ipertrofia ventricolare destra.

 

 

Il bambino da 2 a 5 anni

Il bambino da 2 a 5 anniA questa età i bambini hanno difficoltà a descrivere i loro sintomi dovuti al mal di montagna acuto, sintomi che quindi sono facilmente trascurati. Essi possono salire in altitudine senza rischio di soffrirne fino a circa 2.500-3.000 m.

Alcuni problemi legati al freddo e alla stanchezza possono sollevare difficoltà a causa di un prolungato soggiorno in quota. La professione dei genitori può comportare un soggiorno in altitudine al di sopra dei 3.000 m.

Al fine di evitare ogni rischio di insorgenza del mal di montagna acuto o di edema polmonare a seguito di una salita dopo un soggiorno a livello del mare, occorre procedere per fasi successive.

Sono da evitare le ascensioni da parte di bambini affetti da una malattia virale respiratoria.

I bambini aventi meno di 5 anni per la maggior parte non avvertono alcun interesse per un soggiorno in altitudine, e possono invece beneficiare dell'ambientazione selvaggia delle altitudini inferiori.

Il bambino da 5 a 10 anni

I bambini di questa fascia di età per lo più non soffrono a seguito di soggiorni ad altitudine media ( fino a 3000 m.). Oltre i 3000 il bambino deve essere oggetto di una vigilanza ravvicinata e se necessario di un trattamento d'urgenza. Si sconsiglia di condurre in altitudine un bambino affetto da malattia virale respiratoria intercorrente.

Il bambino di oltre 10 anni

A questa età i soggiorni in altitudine non sono controindicati. Il bimbo è fisicamente idoneo a sopportare l'altitudine ed inoltre è capace di descrivere i propri sintomi. Non sembra che il bambino sia più esposto alla patologia di altitudine rispetto all'adulto. Il suo maggiore dinamismo e il mancato rispetto delle regole incrementano l'incidenza di MAM.

Consigli da dare ai genitori escursionisti

Evitare i mezzi di trasporto rapidi in altitudine ( funivia, veicoli ) a bambini che soffrono di rino-faringite, poiché la tromba di Eustachio non può giocare la sua funzione di equilibratore della pressione con l'orecchio medio.

Evitare il trasporto in carrozzina con tempo freddo o quando il bambino dorme profondamente, poiché la circolazione negli arti inferiori potrebbe essere compromessa.

Proteggere la pelle contro l'aggressione dei raggi UV a mezzo di crema solare a indice di protezione elevato ( superiore a 25 ), nonché gli occhi con occhiali da sole con alette laterali, oppure con berretto a visiera.

Tenete presente che l'ambientazione di un soggiorno in altitudine non è affatto congeniale per la propensione del bimbo a cercare attività di gioco, di attrazione.

La noia e la fatica compaiono rapidamente durante lo svolgersi di attività monotone e ripetitive, come il cammino prolungato.

L'alimentazione in montagna non è per nulla congeniale ai gusti dei bambini ed è difficile rispettare le elementari norme di igiene.