I primi mezzi di protezione mediante l'utilizzo di esplosivi, nati
essenzialmente per la difesa di strade e case, oggi si sono evoluti e
vengono utilizzati anche per la gestione della sicurezza nei
comprensori sciistici.
Nel panorama delle metodologie per il controllo delle valanghe il
dispositivo Gaz-ex® risulta essere il sistema per il distacco
programmato più diffuso: nel 2004 erano oltre 1300 i dispositivi in
funzione nel mondo (Quota neve n° 126, settembre, ottobre 2004).
Università degli Studi di Trento - Facoltà di Ingegneria
Corso di Laurea in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
Elaborato di Laurea di Alessandro Tamanini
Relatore: Prof. Ing. Paolo Scotton
Anno Accademico 2004-2005
Sommario
In montagna la valanga non è un fatto eccezionale ma una realtà con cui le genti montane hanno da sempre dovuto confrontarsi.
Lo sviluppo antropico delle aree montane, che ha trovato nel turismo il suo motore trainante con l'ampliamento di insediamenti abitativi, reti viarie e sciistiche, ha posto maggiormente in luce la vulnerabilità dell'uomo innanzi allo scatenarsi di tale fenomeno.
Il sistema Gaz-ex® prevede un deposito di bombole standard di ossigeno e propano, posizionato in zona sicura e collegato tramite una tubazione in polietilene o acciaio ad un esploditore posto nella zona di intervento. Tramite la detonazione della miscela di ossigeno e propano all'interno dell'esploditore, la cui estremità aperta è orientata verso il manto nevoso, viene generata un'onda d'urto localizzata che può portare al distacco. Alla destabilizzazione del manto nevoso contribuisce anche (in misura minore) l'azione sismica prodotta dalla fondazione dell'esploditore.
Nel presente lavoro si è cercato di valutare l'effetto di alcuni parametri dell'azione sismica.
Presso la stazione sciistica di Pampeago, sono stai effettuati quattro tiri con un cannone Gaz-ex® da 1,5m3, due nel mese di novembre 2005 e due nel mese di febbraio 2006. I rilievi di campo sono stati eseuiti mediante sei geofoni tridimensionali e 24 geofoni verticali. Nei punti di misura sono stati stimati i valori degli spostamenti, delle velocità e delle accelerazioni. Sono, infine, state prodotte alcune osservazioni in relazione alla possiblità del distacco del manto nevoso.
Alessandro Tamanini
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